Quando più rate iniziano a pesare sul bilancio familiare

Avere più prestiti in corso non significa necessariamente trovarsi in difficoltà. Il problema può nascere quando la somma delle rate riduce troppo il reddito disponibile, lasciando poco margine per le spese quotidiane, gli imprevisti e le altre necessità della famiglia.
Per capire se gli impegni assunti sono ancora sostenibili non basta quindi contare il numero dei finanziamenti: occorre considerare insieme reddito, spese abituali e rate mensili. Individuare per tempo un eventuale squilibrio permette di valutare la situazione prima che possano verificarsi ritardi nei pagamenti.
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Avere più prestiti in corso è sempre un problema?
No. Avere contemporaneamente più finanziamenti non significa automaticamente trovarsi in una situazione di difficoltà. Ciò che conta è che l’insieme degli impegni rimanga compatibile con il reddito disponibile e con le altre spese da sostenere ogni mese.
Il numero dei prestiti, quindi, non permette da solo di stabilire se una situazione sia sostenibile. Due persone con lo stesso numero di finanziamenti possono avere capacità di rimborso molto diverse in base al reddito, alle spese familiari e all’importo complessivo delle rate.
Quando viene presentata una nuova richiesta di finanziamento, l’istituto di credito valuta infatti il merito creditizio, cioè la capacità del richiedente di rimborsare il finanziamento secondo le condizioni previste. Nella valutazione possono rientrare, tra gli altri elementi, il reddito disponibile, gli impegni finanziari già assunti e le informazioni relative alla storia creditizia.
È importante anche distinguere la presenza di più finanziamenti da una vera situazione di sovraindebitamento. Avere diverse rate in corso non significa automaticamente non essere più in grado di sostenere i propri debiti: ciò che deve essere osservato è l’equilibrio complessivo tra entrate, spese e obblighi di pagamento.
Troppe rate da pagare: quali segnali non sottovalutare
Non è il numero delle rate, da solo, a stabilire quando i finanziamenti diventano difficili da gestire.
I primi segnali emergono piuttosto quando rispettare tutte le scadenze comincia a ridurre eccessivamente il denaro disponibile per le normali esigenze familiari.
Può essere utile prestare attenzione, ad esempio, quando:
- per pagare le rate si rimandano frequentemente spese necessarie;
- dopo gli addebiti mensili rimane poco margine per affrontare un imprevisto;
- si ricorre abitualmente al fido, al credito revolving o ad altre forme di credito per sostenere spese ordinarie;
- il pagamento delle rate dipende sempre più da entrate occasionali, premi o straordinari;
- si valuta un nuovo finanziamento principalmente per avere liquidità con cui far fronte agli impegni già esistenti;
- si è già verificato un ritardo oppure si teme concretamente di non riuscire a rispettare una delle prossime scadenze.
Un altro segnale può essere rappresentato da un cambiamento della situazione familiare o lavorativa. Una riduzione del reddito, l’aumento di una spesa ricorrente o una nuova necessità possono rendere più impegnativi finanziamenti che fino a quel momento erano stati pagati regolarmente.
Per questo è utile verificare periodicamente la sostenibilità complessiva delle rate e non attendere necessariamente il primo mancato pagamento per fare il punto sulla propria situazione.
Quando il problema non è il numero delle rate ma il margine che resta ogni mese
Per capire se più prestiti stanno diventando difficili da sostenere è utile considerare quanto reddito rimane effettivamente disponibile dopo il pagamento delle rate e delle principali spese familiari.
Come indicazione prudenziale generale, la Banca d’Italia suggerisce di cercare di evitare che l’insieme delle rate dei prestiti superi circa il 30% delle entrate nette stabili, escludendo quindi dal calcolo entrate non certe come premi, bonus e straordinari.
Questa percentuale non rappresenta però una soglia automatica valida per tutti né garantisce che una determinata rata sia sostenibile. Due famiglie con lo stesso reddito e lo stesso importo complessivo di rate possono avere situazioni molto diverse in base, ad esempio, alle spese per la casa, ai componenti del nucleo familiare e agli altri impegni ricorrenti.
Il dato più importante rimane quindi il margine disponibile ogni mese. Se, dopo aver sostenuto rate e spese necessarie, rimane una somma troppo ridotta per affrontare le normali esigenze o eventuali imprevisti, può essere opportuno riesaminare l’equilibrio complessivo degli impegni finanziari.
Non basta quindi chiedersi “quante rate sto pagando?”. È più utile domandarsi se, dopo averle pagate, il reddito che rimane consente ancora di gestire con regolarità le altre necessità familiari.
Pagare una rata in ritardo: perché è un segnale da non ignorare
Un ritardo nel pagamento di una rata non significa automaticamente trovarsi in una situazione di grave difficoltà, ma quando deriva dalla mancanza di disponibilità economica è un segnale che merita attenzione.
Pagare in ritardo può comportare conseguenze previste dal contratto, come l’applicazione di interessi di mora o altri costi. Inoltre, ritardi e mancati pagamenti possono incidere negativamente sul merito creditizio e quindi sulla valutazione di eventuali future richieste di finanziamento.
Le conseguenze non sono però identiche in ogni situazione. Anche l’eventuale registrazione dei ritardi nei sistemi di informazione creditizia segue regole, condizioni e tempistiche precise: non è quindi corretto considerare ogni ritardo come una segnalazione automatica e immediata.
L’aspetto più importante è un altro: se una rata non viene pagata puntualmente perché il reddito disponibile non è più sufficiente a coprire tutti gli impegni, è opportuno non aspettare che i ritardi si ripetano.
Affrontare tempestivamente le prime difficoltà permette di comprendere se si tratta di un problema occasionale oppure di uno squilibrio più stabile tra entrate, spese e debiti in corso.
La Banca d’Italia raccomanda, ai primi segnali di difficoltà nel pagamento delle rate, di rivolgersi quanto prima all’intermediario che ha concesso il finanziamento per verificare quali possibilità possano essere valutate nel caso concreto.
Usare un nuovo prestito per pagare altre rate: perché serve cautela
Quando diventa difficile sostenere tutti gli impegni mensili, può sembrare naturale pensare a un nuovo prestito per ottenere la liquidità necessaria a pagare le rate già in corso. Aggiungere semplicemente un altro finanziamento, però, non risolve necessariamente il problema e può aumentare ulteriormente il peso degli impegni mensili.
Se la difficoltà nasce proprio dal rapporto tra reddito disponibile e rate da sostenere, assumere un nuovo debito senza modificare quelli esistenti rischia infatti di spostare il problema nel tempo anziché riequilibrare la situazione.
Diverso è il caso in cui un nuovo finanziamento venga utilizzato nell’ambito di un’operazione finalizzata a estinguere uno o più prestiti precedenti e riorganizzare gli impegni esistenti. Tra le possibili soluzioni in presenza di difficoltà, la Banca d’Italia indica anche il rifinanziamento, che può consistere in un nuovo prestito destinato all’estinzione totale o parziale di quelli precedenti.
Anche in questo caso è però necessario valutare l’operazione nel suo complesso. Una nuova soluzione deve essere esaminata considerando non soltanto l’importo della rata, ma anche durata, costi, tassi e importo complessivamente dovuto.
Per questo chiedere altro credito per riuscire a pagare le rate esistenti e consolidare più finanziamenti non sono la stessa cosa. Nel secondo caso l’obiettivo è riorganizzare gli impegni precedenti attraverso una nuova operazione, che resta comunque soggetta alla valutazione dell’istituto di credito.
Quando può essere utile valutare il consolidamento dei debiti
Quando sono presenti più finanziamenti e il loro insieme comincia a essere difficile da gestire, può essere utile valutare se esistano i presupposti per un consolidamento dei debiti.
Il consolidamento prevede l’utilizzo di un nuovo finanziamento per estinguere uno o più debiti già in corso, riunendo gli impegni precedenti in una nuova soluzione. In questo modo, anziché gestire più rate e scadenze, è possibile arrivare a un’unica rata mensile.
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Può essere una possibilità da approfondire soprattutto quando sono presenti finanziamenti con importi, scadenze e durate residue differenti e si desidera rendere più semplice la gestione degli impegni mensili.
Questo non significa però che il consolidamento sia automaticamente adatto o disponibile in ogni situazione. Si tratta di una nuova richiesta di finanziamento, che deve essere valutata dall’istituto di credito sulla base della situazione del richiedente, degli impegni già assunti e della capacità di rimborso.
Per questo può essere utile esaminare la propria situazione quando emergono i primi segnali di difficoltà, senza attendere necessariamente che si verifichino ritardi o mancati pagamenti.
Una rata più bassa non significa automaticamente spendere meno
Ridurre l’importo della rata mensile non significa necessariamente ridurre anche il costo complessivo del finanziamento. È una distinzione importante quando si valuta una diversa organizzazione dei debiti.
Una rata più contenuta può dipendere, ad esempio, da una durata di rimborso maggiore. In questo modo l’impegno mensile può diventare più sostenibile, ma il finanziamento viene rimborsato per un periodo più lungo.
Banca d’Italia ricorda che, a parità di capitale finanziato e tasso di interesse, allungare la durata riduce l’importo delle singole rate ma aumenta gli interessi complessivamente pagati.
Per valutare correttamente una soluzione non bisogna quindi considerare soltanto la nuova rata mensile. È necessario verificare anche:
- la durata del finanziamento;
- il TAN;
- il TAEG;
- gli eventuali costi previsti;
- l’importo complessivamente dovuto.
Il TAEG è particolarmente importante perché rappresenta il costo complessivo del credito su base annua e comprende, oltre agli interessi, le spese previste per il finanziamento secondo le regole applicabili al suo calcolo.
Per approfondire la differenza tra i due indicatori abbiamo dedicato una guida specifica a TAN e TAEG e al loro effetto sul costo di un prestito.
Quando si valuta il consolidamento, quindi, la domanda non dovrebbe essere soltanto “quanto sarà la nuova rata?”, ma anche “quale sarà il costo complessivo della nuova soluzione e per quanto tempo dovrò rimborsarla?”
Perché è meglio affrontare le difficoltà prima che aumentino
Quando le rate iniziano a pesare sul bilancio familiare, non è necessario aspettare un mancato pagamento per fare il punto sulla propria situazione. Verificare per tempo se gli impegni sono ancora sostenibili permette di capire se la difficoltà sia momentanea oppure se l’equilibrio tra entrate, spese e debiti in corso stia cambiando in modo più stabile.
La sostenibilità di un finanziamento, infatti, può modificarsi nel tempo. Una riduzione del reddito, l’aumento delle spese familiari o un imprevisto possono rendere più impegnative rate che in precedenza venivano pagate regolarmente.
Anche Banca d’Italia raccomanda di verificare periodicamente la propria capacità di sostenere i debiti, in modo da poter affrontare tempestivamente le prime difficoltà.
Se la presenza di più finanziamenti sta riducendo eccessivamente il margine disponibile ogni mese, può quindi essere utile valutare la situazione prima che eventuali ritardi rendano più complessa la gestione degli impegni.
Come può aiutarti Kronos Servizi Finanziari a valutare il consolidamento dei debiti
Se stai pagando più finanziamenti e le rate stanno diventando difficili da gestire, Kronos Servizi Finanziari può aiutarti a esaminare la tua situazione e a verificare se esistono i presupposti per presentare una richiesta di consolidamento dei debiti.
La consulenza parte dall’analisi degli impegni finanziari in corso, del reddito disponibile e delle esigenze del richiedente. Quando il consolidamento risulta una soluzione da valutare, Kronos fornisce assistenza nella raccolta della documentazione e nella predisposizione della pratica.
La richiesta verrà valutata dal nostro istituto bancario convenzionato sulla base dei requisiti previsti e della capacità di rimborso. L’approvazione non è automatica e l’esito non può essere garantito preventivamente.
Se vuoi approfondire caratteristiche, requisiti e funzionamento di questa soluzione, puoi consultare la pagina dedicata al consolidamento dei debiti.
Se invece vuoi capire se questa soluzione può essere valutata in relazione alla tua situazione, puoi contattare Kronos Servizi Finanziari e richiedere una consulenza.
Faq
Avere più prestiti significa essere sovraindebitati?
No. Avere più finanziamenti in corso non significa automaticamente essere sovraindebitati. Il problema nasce quando non si riesce più a rimborsare regolarmente i propri debiti rispetto alle disponibilità economiche presenti e prevedibili. È quindi necessario valutare l’equilibrio complessivo tra reddito, spese e impegni finanziari.
Quanti prestiti si possono avere in corso?
Non è il semplice numero dei finanziamenti a determinare se sia possibile sostenerne altri. In presenza di una nuova richiesta vengono considerati il reddito, gli impegni finanziari già assunti, la situazione economica del richiedente e la sua capacità complessiva di rimborso.
Come capire quando le rate stanno diventando difficili da gestire?
Tra i segnali da osservare ci sono la riduzione eccessiva del denaro disponibile dopo il pagamento delle rate, la difficoltà ad affrontare spese impreviste, il ricorso frequente ad altro credito per le necessità quotidiane e il timore di non riuscire a rispettare le prossime scadenze.
Esiste una percentuale del reddito da non superare con le rate?
Come indicazione prudenziale generale, Banca d’Italia suggerisce di cercare di evitare che l’insieme delle rate superi circa il 30% delle entrate nette stabili. Non si tratta però di una soglia automatica valida per ogni famiglia: devono essere considerate anche le spese ricorrenti, gli altri impegni e la stabilità del reddito.
Cosa fare se temo di non riuscire a pagare una rata?
È preferibile affrontare la situazione prima che si verifichino ritardi ripetuti. Banca d’Italia raccomanda, ai primi segnali di difficoltà, di rivolgersi tempestivamente all’intermediario che ha concesso il finanziamento per verificare quali possibilità possano essere valutate nel caso concreto.
Cosa fare se non riesco più a pagare le rate dei finanziamenti?
Se le rate stanno diventando difficili da sostenere, è importante non ignorare il problema e verificare tempestivamente la propria situazione. Banca d’Italia raccomanda di rivolgersi il prima possibile all’intermediario che ha concesso il finanziamento per valutare le possibili soluzioni nel caso concreto. Se la difficoltà riguarda più finanziamenti, può essere utile verificare anche se esistano i presupposti per una diversa organizzazione degli impegni.
Chiedere un nuovo prestito per pagare quelli esistenti è la stessa cosa del consolidamento?
No. Un nuovo finanziamento che si aggiunge semplicemente a quelli già presenti comporta un ulteriore debito. Nel consolidamento, invece, il nuovo finanziamento viene utilizzato per estinguere uno o più debiti precedenti e riorganizzare gli impegni esistenti.
Che cos’è il consolidamento dei debiti in parole semplici?
Il consolidamento dei debiti è un’operazione che consente di utilizzare un nuovo finanziamento per estinguere uno o più finanziamenti già in corso, riunendo gli impegni precedenti in una nuova soluzione, generalmente con un’unica rata mensile.
Una rata unica è sempre più conveniente di più rate separate?
No. Una rata unica può semplificare la gestione degli impegni e, in determinate condizioni, avere un importo mensile più contenuto. Questo però non significa automaticamente spendere meno: occorre valutare anche durata, TAN, TAEG, costi e importo complessivamente dovuto.
Il consolidamento dei debiti viene approvato automaticamente?
No. Il consolidamento comporta una nuova richiesta di finanziamento ed è quindi soggetto a valutazione. L’istituto di credito verifica la situazione economica e finanziaria del richiedente, gli impegni già assunti e la capacità di rimborso prima di decidere sull’eventuale concessione.
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