Cessione del quinto per dipendenti di piccole aziende

Una soluzione di finanziamento da valutare anche per chi lavora in un’azienda da 5 a 15 dipendenti

Lavorare in un’azienda di piccole dimensioni non esclude necessariamente la possibilità di richiedere una cessione del quinto. Kronos Servizi Finanziari può valutare le richieste dei dipendenti di aziende con un numero di lavoratori compreso tra 5 e 15, verificando le caratteristiche del rapporto di lavoro, del datore di lavoro e gli altri requisiti previsti per la pratica.

La cessione del quinto permette di rimborsare il finanziamento attraverso una rata trattenuta direttamente dallo stipendio. L’importo della rata non può superare un quinto, cioè il 20%, della retribuzione netta mensile e il pagamento viene effettuato dal datore di lavoro per tutta la durata del finanziamento.

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Nel caso dei dipendenti di piccole aziende, oltre alla situazione del lavoratore assumono particolare importanza anche le caratteristiche dell’impresa presso cui è assunto. La richiesta rimane in ogni caso soggetta alla valutazione dell’istituto di credito e alle verifiche previste per la pratica.

Cessione del quinto per dipendenti di piccole aziende: cos’è e come funziona

La cessione del quinto per dipendenti di piccole aziende segue lo stesso meccanismo previsto per gli altri lavoratori dipendenti privati. La particolarità riguarda soprattutto la possibilità di valutare la richiesta quando il datore di lavoro è un’impresa con un numero contenuto di dipendenti.

Il lavoratore ottiene un finanziamento che viene rimborsato mediante una trattenuta mensile direttamente in busta paga. È il datore di lavoro a trattenere la rata dallo stipendio e a versarla al soggetto finanziatore.

La rata può raggiungere al massimo un quinto della retribuzione netta e la durata della cessione può estendersi, in linea generale, da 24 fino a 120 mesi.

Alla cessione del quinto è inoltre associata una copertura assicurativa obbligatoria per i rischi previsti, tra cui il decesso e la perdita dell’impiego. Proprio per questo, nel caso dei dipendenti privati la valutazione non riguarda soltanto il richiedente, ma deve tenere conto anche delle condizioni necessarie affinché l’operazione possa essere perfezionata.

L’importo finanziabile non dipende quindi semplicemente dalle dimensioni dell’azienda, ma dalla quota cedibile dello stipendio, dalla durata possibile e dall’esito complessivo delle verifiche effettuate sulla pratica.

Per conoscere più in generale caratteristiche, requisiti e funzionamento di questa forma di finanziamento è possibile approfondire la cessione del quinto per dipendenti privati.

Per un approfondimento indipendente sulle caratteristiche e sulle tutele previste per questa forma di finanziamento è inoltre possibile consultare le informazioni pubblicate dalla Banca d’Italia sulla cessione del quinto.

A chi si rivolge la cessione del quinto per dipendenti di piccole aziende

Questa soluzione è rivolta ai lavoratori dipendenti di aziende private di dimensioni contenute che possiedono i requisiti necessari per accedere alla cessione del quinto.

Nel perimetro operativo di Kronos possono essere valutate, in particolare, le richieste provenienti da dipendenti di aziende con un numero di lavoratori compreso tra 5 e 15.

Dipendenti al lavoro in una piccola officina metalmeccanica con macchinari CNC
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Il numero dei dipendenti, tuttavia, non rappresenta l’unico elemento preso in considerazione. La valutazione riguarda anche la posizione lavorativa del richiedente e le caratteristiche del datore di lavoro necessarie per verificare la fattibilità della pratica.

Per questo due persone che lavorano in aziende della stessa dimensione possono trovarsi in condizioni differenti. Ogni richiesta deve essere esaminata singolarmente, sulla base della documentazione disponibile e dei requisiti previsti.

Per i dipendenti e gli operai delle aziende edili è invece prevista una valutazione specifica. In questo caso assumono rilievo anche la presenza della Cassa Edile e i requisiti richiesti per l’impresa, aspetti approfonditi nella pagina dedicata alla cessione del quinto per dipendenti e operai edili.

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Da 5 a 15 dipendenti: un criterio operativo, non una soglia prevista dalla legge

La fascia da 5 a 15 dipendenti identifica il perimetro operativo della soluzione trattata da Kronos. Non esiste una regola generale che stabilisca che la cessione del quinto possa essere richiesta soltanto dai dipendenti di aziende comprese entro queste dimensioni. I criteri di valutazione possono variare in funzione delle caratteristiche del prodotto e delle condizioni previste per la singola operazione.

Perché vengono valutate anche le caratteristiche dell’azienda?

Nella cessione del quinto richiesta da un dipendente privato non viene valutata soltanto la posizione personale del lavoratore. Anche il datore di lavoro assume un ruolo importante nella pratica.

La rata viene infatti trattenuta mensilmente dallo stipendio e versata direttamente dall’azienda. Inoltre, la cessione del quinto deve essere accompagnata dalla copertura assicurativa prevista per questa forma di finanziamento.

Per una piccola impresa diventa quindi particolarmente importante verificare che siano presenti le condizioni necessarie per procedere. La dimensione dell’azienda può rappresentare uno degli elementi considerati insieme agli altri requisiti previsti per la valutazione.

Questo non significa che un’azienda con pochi dipendenti sia necessariamente meno affidabile o che la richiesta venga automaticamente rifiutata. Significa piuttosto che la fattibilità della cessione deve essere verificata anche in relazione alle caratteristiche del datore di lavoro.

È proprio questo aspetto a rendere la cessione del quinto per dipendenti di piccole aziende una casistica specifica rispetto alla richiesta presentata da chi lavora per realtà di maggiori dimensioni.

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Quali requisiti vengono verificati per il dipendente e per il datore di lavoro?

Per valutare la possibilità di procedere con una cessione del quinto vengono esaminati sia alcuni elementi relativi al dipendente sia quelli necessari a verificare l’idoneità della pratica rispetto al datore di lavoro.

Per il dipendente vengono considerate informazioni quali il rapporto di lavoro, la retribuzione, l’anzianità maturata e la documentazione necessaria per determinare la quota dello stipendio eventualmente cedibile. Nei lavoratori del settore privato può assumere rilievo anche il TFR maturato.

Per il datore di lavoro vengono invece verificate le caratteristiche necessarie ai fini della pratica e della relativa copertura assicurativa.

La presenza di un’azienda con un numero di dipendenti compreso tra 5 e 15 permette quindi di rientrare nel perimetro di questa specifica soluzione, ma non determina automaticamente l’approvazione del finanziamento.

Una verifica preliminare consente di capire se esistono le condizioni per avviare l’istruttoria e quale documentazione sia necessaria per proseguire.

Quanto si può ottenere con la cessione del quinto in una piccola azienda?

L’importo ottenibile dipende innanzitutto dalla quota cedibile dello stipendio e non dal numero di dipendenti dell’azienda.

La rata massima non può superare un quinto della retribuzione netta mensile. Una volta determinato questo importo, la somma finanziabile viene calcolata considerando anche la durata della cessione e gli altri elementi che incidono sulla pratica.

Tra gli aspetti che possono assumere rilievo rientrano:

  • stipendio netto e quota cedibile;
  • durata del finanziamento;
  • età del richiedente;
  • anzianità lavorativa;
  • TFR maturato;
  • condizioni previste per la copertura assicurativa;
  • esito complessivo della valutazione.

Non è quindi possibile stabilire un importo valido per tutti prima di aver esaminato la posizione del lavoratore.

Una consulenza preliminare permette di verificare la quota cedibile e di comprendere quale importo possa essere valutato sulla base della situazione concreta.

Cessione del quinto con segnalazione CRIF, protesti o precedenti difficoltà creditizie

Una precedente difficoltà nel rimborso di altri finanziamenti non determina necessariamente l’esclusione dalla possibilità di valutare una cessione del quinto.

La struttura stessa della cessione è diversa da quella di un normale prestito personale: la rata viene infatti trattenuta direttamente dallo stipendio e il finanziamento è accompagnato dalla copertura assicurativa prevista.

Per questo motivo può essere valutata anche la situazione di un lavoratore che in passato abbia avuto problemi nel pagamento di altri finanziamenti o presenti una segnalazione nei sistemi di informazione creditizia, come CRIF.

Kronos può inoltre esaminare situazioni in cui siano presenti protesti o altre precedenti difficoltà creditizie, verificando sempre i requisiti necessari per la specifica pratica.

La possibilità di effettuare una valutazione non deve però essere interpretata come garanzia di approvazione. L’esito dipende dalla situazione complessiva del lavoratore e del datore di lavoro e dalle verifiche previste.

Chi vuole comprendere meglio la durata delle informazioni registrate nei sistemi di informazione creditizia può approfondire il tema nell’articolo dedicato alla segnalazione CRIF e ai tempi di conservazione dei dati.

Segnalazioni e precedenti problemi creditizi: la pratica deve comunque essere valutata

Una segnalazione CRIF o una precedente difficoltà nel rimborso di un finanziamento non comportano necessariamente l’esclusione dalla cessione del quinto. La richiesta resta però soggetta alla verifica dei requisiti e alla valutazione dell’istituto di credito.

È possibile richiedere la cessione del quinto con un pignoramento dello stipendio?

La presenza di un pignoramento sullo stipendio non consente di stabilire a priori se una nuova cessione sia possibile oppure no.

[LINK INTERNO OPZIONALE → pagina “Prestiti a pignorati”, se disponibile al momento della pubblicazione | anchor consigliato: “pignoramento sullo stipendio”]

È necessario verificare la natura e l’importo delle trattenute già applicate, la retribuzione disponibile e i limiti che devono essere rispettati nel caso concreto.

Cessione del quinto e pignoramento sono infatti due forme differenti di trattenuta sullo stipendio e la loro eventuale coesistenza deve essere verificata sulla base della situazione individuale.

Per questo motivo, prima di formulare una richiesta, è importante controllare la busta paga e la documentazione relativa al pignoramento già in corso.

Pignoramento e trattenute già presenti in busta paga

Quando sullo stipendio è già presente un pignoramento, non è sufficiente calcolare semplicemente il 20% della retribuzione. Occorre verificare le trattenute esistenti e la quota effettivamente disponibile prima di stabilire se una cessione del quinto possa essere valutata.

Quali documenti servono per richiedere la cessione del quinto?

Per avviare la richiesta sono necessari i documenti che permettono di identificare il lavoratore, verificare il rapporto di lavoro e determinare la quota eventualmente cedibile dello stipendio.

Tra i principali documenti richiesti rientrano:

  • documento di identità in corso di validità;
  • tessera sanitaria;
  • ultima busta paga;
  • Certificazione Unica;
  • certificato di stipendio.

Il certificato di stipendio viene richiesto al datore di lavoro e contiene informazioni utili per la predisposizione della pratica, tra cui i dati relativi al rapporto lavorativo e alla retribuzione.

In base alla situazione del dipendente e alle caratteristiche dell’azienda possono essere richiesti ulteriori documenti o chiarimenti.

Presentare fin dall’inizio una documentazione completa e aggiornata permette di ridurre la necessità di integrazioni durante l’istruttoria.

Come si svolge la pratica dalla richiesta all’erogazione?

La richiesta di cessione del quinto si sviluppa attraverso diverse fasi e richiede il coinvolgimento del lavoratore, del datore di lavoro e dei soggetti che devono valutare e perfezionare l’operazione.

Il percorso può essere sintetizzato nei seguenti passaggi:

  1. Richiesta e raccolta delle prime informazioni. Vengono verificati i dati relativi al lavoratore, al rapporto di lavoro e all’azienda.
  2. Consegna della documentazione. Il dipendente presenta i documenti personali e reddituali necessari.
  3. Richiesta del certificato di stipendio. Il documento viene acquisito dal datore di lavoro per completare le informazioni sulla posizione lavorativa.
  4. Istruttoria della pratica. La documentazione raccolta viene esaminata e vengono effettuate le verifiche previste.
  5. Valutazione della richiesta. L’istituto di credito verifica la presenza dei requisiti necessari.
  6. Firma del contratto. In caso di esito favorevole viene predisposta la documentazione contrattuale.
  7. Copertura assicurativa. Vengono completati gli adempimenti relativi alla copertura prevista per la cessione del quinto.
  8. Notifica al datore di lavoro. Il contratto viene comunicato all’azienda affinché possano essere completati gli adempimenti necessari alla trattenuta della rata.
  9. Rientro della documentazione aziendale. Quando previsto, viene acquisito l’atto di benestare con le informazioni necessarie alla gestione della cessione.
  10. Erogazione del finanziamento. Una volta completate positivamente le verifiche e gli adempimenti richiesti, può avvenire l’erogazione.

Le tempistiche non sono identiche per tutte le pratiche. Possono dipendere dalla completezza della documentazione, dai tempi necessari per ottenere i documenti dall’azienda e dalle verifiche richieste durante l’istruttoria.

Qual è il ruolo del datore di lavoro nella cessione del quinto?

Il datore di lavoro svolge un ruolo essenziale perché il rimborso avviene direttamente attraverso la busta paga.

Una volta perfezionata la cessione, l’azienda trattiene mensilmente la rata dallo stipendio del dipendente e la versa al soggetto finanziatore secondo le modalità previste dal contratto.

Il datore di lavoro interviene inoltre nella fase di predisposizione della pratica attraverso la documentazione relativa al rapporto lavorativo e, quando prevista, mediante la restituzione dell’atto di benestare.

È importante distinguere la cessione del quinto dalla delega di pagamento. Il datore di lavoro non può rifiutare una cessione del quinto regolarmente perfezionata, mentre nella delega di pagamento l’accettazione da parte del datore può essere necessaria.

Per chi lavora in una piccola azienda, quindi, il problema non è ottenere una scelta discrezionale del datore di lavoro sulla cessione: occorre piuttosto verificare preventivamente che la pratica possieda i requisiti necessari per poter essere perfezionata.

Il supporto di Kronos per la cessione del quinto nelle piccole aziende

Quando si lavora in un’azienda di dimensioni contenute, una verifica preliminare permette di capire se esistano le condizioni per procedere con una richiesta di cessione del quinto.

Kronos Servizi Finanziari raccoglie le informazioni relative al dipendente e al datore di lavoro, verifica la documentazione necessaria e assiste il cliente durante le diverse fasi della pratica.

La consulenza permette di approfondire la quota cedibile, la situazione lavorativa, le caratteristiche dell’azienda ed eventuali elementi particolari, come precedenti difficoltà creditizie o altre trattenute già presenti sullo stipendio.

Ogni richiesta rimane soggetta alla valutazione dell’istituto di credito e alla verifica dei requisiti previsti.

Per sapere se la tua situazione può essere valutata, contatta Kronos Servizi Finanziari e richiedi una consulenza sulla cessione del quinto.


Faq

Posso richiedere la cessione del quinto se l’azienda ha solo 5 dipendenti?

Sì. Nel perimetro operativo di Kronos possono essere valutate anche richieste di lavoratori dipendenti di aziende con 5 dipendenti. Il numero dei lavoratori non rappresenta però l’unico requisito: devono essere verificate anche la posizione del dipendente, le caratteristiche del datore di lavoro e gli altri elementi necessari alla pratica.


Il limite da 5 a 15 dipendenti è previsto dalla legge?

No. La normativa sulla cessione del quinto non stabilisce una fascia generale da 5 a 15 dipendenti. Si tratta del perimetro operativo previsto per questa specifica soluzione. Altri prodotti o operatori possono adottare criteri differenti.


Quali caratteristiche deve avere la piccola azienda?

Il numero di dipendenti è soltanto uno degli elementi considerati. Devono essere presenti anche le condizioni necessarie per la valutazione e per il perfezionamento della pratica. Per questo è opportuno verificare preventivamente la situazione dell’azienda e del lavoratore.


Serve un contratto di lavoro a tempo indeterminato?

Il tipo di contratto di lavoro rappresenta uno degli elementi che devono essere verificati prima di procedere. La possibilità di presentare la richiesta dipende dai requisiti previsti per la specifica operazione e dalla situazione del lavoratore.


Il TFR è importante per la cessione del quinto?

Sì, per i lavoratori dipendenti del settore privato il TFR maturato può assumere rilievo nella valutazione della cessione del quinto. Non è però possibile indicare una quantità di TFR valida per tutte le richieste: occorre esaminare la situazione concreta e le condizioni previste per la pratica.


Posso richiedere la cessione del quinto se sono segnalato in CRIF?

Una segnalazione CRIF non determina necessariamente l’impossibilità di valutare una cessione del quinto. La situazione deve comunque essere esaminata insieme agli altri requisiti del lavoratore e del datore di lavoro e la decisione finale spetta all’istituto di credito.


È possibile richiedere la cessione del quinto se ho avuto un protesto?

La presenza di un protesto non permette di stabilire automaticamente l’esito della richiesta. Kronos può esaminare la situazione e verificare se siano presenti le condizioni necessarie per procedere con la pratica.


Posso richiedere una cessione del quinto se ho già un pignoramento sullo stipendio?

La presenza di un pignoramento richiede una verifica specifica. Devono essere controllati l’importo delle trattenute già presenti, la retribuzione e i limiti applicabili prima di stabilire se sia possibile procedere con una nuova cessione.


Il datore di lavoro può rifiutare la cessione del quinto?

No, una cessione del quinto regolarmente perfezionata non è subordinata alla scelta del datore di lavoro. L’azienda è tenuta ad applicare la trattenuta e a versare la rata secondo quanto previsto. Questo aspetto distingue la cessione dalla delega di pagamento, per la quale il datore di lavoro può invece essere libero di aderire o meno.


Quanto tempo serve per completare una cessione del quinto in una piccola azienda?

Non esiste una tempistica identica per tutte le richieste. I tempi dipendono dalla completezza della documentazione, dalla risposta del datore di lavoro, dalle verifiche sulla pratica e dagli adempimenti necessari prima dell’erogazione.

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Faq

Posso ottenere il prestito se sono un cattivo pagatore?

Sì. Nel caso l’unica soluzione applicabile è quella con trattenuta diretta in busta paga con cessione del quinto o delega di pagamento.

Quanto tempo serve per ottenere il prestito?

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Sì. Possiamo valutare una nuova richiesta di finanziamento anche in presenza di precedenti richieste non accolte risultanti nei principali sistemi di informazione creditizia, come CRIF, CTC ed Experian. L’eventuale nuova richiesta sarà comunque soggetta alla valutazione prevista per la pratica.

Serve la firma di un garante?

No, la richiesta viene inizialmente valutata a firma singola. Se dalla verifica della situazione finanziaria emerge un livello di indebitamento che richiede una garanzia aggiuntiva, può essere necessario inserire un garante a supporto della richiesta di prestito.

Posso saltare o modificare una rata?

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